Raffaello Rubino Ceramics    

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E C O M U S E O

Il recente ingresso, nella lingua italiana, del termine ecomuseo costituisce una tappa importante di un movimento culturale che appare ormai in piena espansione.

Il concetto di ecomuseo viene utilizzato per la prima volta, all’inizio degli anni Settanta, dagli studiosi della museologia francese. Viene introdotto in Italia verso la fine degli anni Ottanta, in seguito alle prime esperienze ecomuseali toscane, ed ha avuto un notevole sviluppo nell'ultimo decennio.

 Ma che cos’è un ecomuseo? Una delle definizioni più efficaci è quella proposta da Georges-Henry Riviére e Hugues De Varine: “un patto con il quale una comunità si impegna a prendersi cura di un territorio”. Non si tratta, quindi, di norme che obbligano o proibiscono qualcosa, ma di un patto, un accordo non scritto e generalmente condiviso. I soggetti protagonisti non sono solo le istituzioni, poiché il loro ruolo propulsivo, importantissimo, deve essere accompagnato da un coinvolgimento più largo dei cittadini, i quali devono conservare ma anche saper utilizzare, per l’oggi e per il futuro, il proprio patrimonio culturale in modo da aumentarne il valore anziché consumarlo. Il territorio, in tale contesto, va inteso, quindi, non solo in senso fisico, ma anche come storia della popolazione che ci vive e dei segni materiali e immateriali lasciati da coloro che lo hanno abitato in passato.

Per il suo alto valore storico e paesaggistico, il territorio del Sentiero dei Fortini di Anacapri -vale a dire il percorso della costa occidentale dell’Isola di Capri, che ha inizio da Punta dell’Arcera e termina al Faro di Punta Carena- rappresenta una sintesi unica del binomio natura-cultura sull’Isola di Capri. Il retaggio agreste, l’elevata qualità ambientale, le preesistenze storiche ed architettoniche, nonché le tracce della tradizione anacaprese, costituiscono gli attributi fondamentali del suo essere territorio-museo, museo all’aperto, vale a dire, ecomuseo.

Nel 1998 iniziò, grazie al contributo finanziario della Comunità Europea, il restauro dei Fortini militari e dei sentieri di collegamento presenti sul tratto costiero occidentale dell’Isola di Capri. Tale progetto ambientale era voluto dall’Ufficio Centrale per i Beni Ambientali e Paesaggistici in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici di Napoli, la Provincia di Napoli, il Comune di Anacapri e l’Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo dell’Isola di Capri. L’obiettivo era quello di valorizzare gli aspetti storici e naturalistici caratterizzanti il territorio del “Sentiero dei Fortini”, promuovendo una nuova dimensione turistica in grado di esaltare, da un lato, le selvagge bellezze naturali di un itinerario unico nel suo genere, e, dall’altro, la memoria storica delle tradizioni, della cultura materiale e del modo in cui l’intervento dell’uomo ha caratterizzato la formazione e l’evoluzione del paesaggio.

L’itinerario si snoda lungo un percorso di rara bellezza, colmo dei profumi intensi e dei colori della macchia mediterranea. I Fortini, che danno il nome alla via, sono incastonati tra cornici di roccia di scultorei promontori e baie profonde come fiordi dalle acque turchesi. Furono costruiti all’epoca delle incursioni saracene e, successivamente, trasformati in “ridotte” per artiglieria a tiro corto dagli Inglesi e dai Francesi durante le guerre napoleoniche.

 Le peculiarità del percorso sono illustrate e spiegate, lungo il sentiero, da circa 200 maioliche recanti suggestive immagini delle specie floristiche e faunistiche presenti sul territorio, nonché da una ventina di pannelli in ceramica raffiguranti memorabili scene storiche del conflitto anglo-francese e quadretti di vita rurale anacaprese. Sia le maioliche che i pannelli sono stati disegnati e dipinti a mano dal famoso ceramista anacaprese Sergio Rubino, il cui mondo ha i colori dell’incanto e della favola. I disegni, affiancati dalle poetiche descrizioni di Tullia Rizzotti – esperta di botanica e profonda conoscitrice di Capri - e dai sapienti testi Gennaro Aprea - esperto zoologo dell’Isola - aiutano a capire la natura circostante, la storia ed il passato locale, il lungo, tortuoso, accidentato cammino di una comunità. Dei testi descrittivi è riportata anche la traduzione in lingua inglese. E dei pesci colorati e guizzanti, degli altri esemplari faunistici marini e terrestri e dei numerosi fiori ed erbe misteriose viene dato anche il nome in dialetto anacaprese.

 Il percorso ha inizio sotto il promontorio di Damecuta (Punta dell’Arcera), accanto a Villa Galatà, sulla sinistra del tratto finale della rotabile per la Grotta Azzurra. Una scalinata in pietra scende verso un sentiero in terra battuta…..

Testo: Aldo Salomone

Azienda Autonoma Cura Soggiorno e Turismo Isola di Capri

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